15.01.2020 / news

World Watch List 2020

La lista dei primi 50 paesi dove esiste persecuzione anti-cristiana

 260 milioni i cristiani perseguitati nel mondo – 1 cristiano ogni 8 sperimenta un livello alto di persecuzione nei paesi della WWList – 2983 cristiani uccisi per cause legate alla loro fede – Ogni giorno in media 23 cristiane/i vengono abusati sessualmente

Il 15 gennaio 2020 Porte Aperte pubblica la WORLD WATCH LIST 2020 (WWL - periodo di riferimento ricerche 1 novembre 2018 – 31 ottobre 2019), la nuova lista dei primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo. Primo dato degno di nota: cresce ancora la persecuzione anti-cristiana nel mondo in termini assoluti. Oggi salgono da 245 a 260 MILIONI i cristiani perseguitati nei paesi della WWL, sostanzialmente 1 cristiano ogni 8 subisce un livello alto di persecuzione a causa della propria fede.   

Su circa 100 paesi potenzialmente interessati dal fenomeno monitorati dalla nostra ricerca, 73 hanno mostrato un livello di persecuzione definibile alta, molto alta o estrema. Il numero di cristiani uccisi per ragioni legate alla fede scende da 4.305 dello scorso anno a 2.983 del 2019, con la Nigeria ancora terra di massacri per mano soprattutto degli allevatori islamici Fulani, ben più letali dei terroristi Boko Haram. La Repubblica Centrafricana e, in particolare, lo Sri Lanka, con il terribile attentato di Pasqua 2019, sono rispettivamente il 2° e 3° paese per numero di uccisioni.

Al di là delle uccisioni legate alla fede, sconcerta il notevole aumento della “pressione” sui cristiani, in un mix di vessazioni, aggressioni, violenze e discriminazioni che sintetizziamo con questo schema:

 

WWList 2020

Medie

Cristiani perseguitati

260 milioni

1 ogni 8

Cristiani uccisi

2.983

8 ogni giorno

Chiese ed edifici connessi attaccati o chiusi

9.488

26 ogni giorno

Cristiani arrestati senza processo, incarcerati

3.711

10 ogni giorno

Cristiani rapiti

1.052

2 ogni giorno

Cristiani violentati o abusati sessualmente

8.537

23 ogni giorno

 

11 le nazioni che rivelano una persecuzione definibile estrema, di fatto le stesse dell’anno scorso, con Sudan ed Eritrea scambiandosi le posizioni. Al primo posto sin dal 2002 troviamo ancora la Corea del Nord: qui non cambiano le stime sui cristiani detenuti nei campi di lavoro per motivi legati alla fede (tra i 50 e i 70 mila). Anche Afghanistan (2°), Somalia (3°) e Libia (4°) totalizzano un punteggio uguale o superiore ai 90, ma con fonti di persecuzione diverse rispetto alla Corea del Nord, connesse a una società islamica tribale radicalizzata e all’instabilità endemica di questi paesi: la fede va vissuta nel segreto e se scoperti (specie se ex-musulmani), si rischia anche la morte. Il Pakistan rimane stabile al 5° posto, nonostante il 2019 venga ricordato come l’anno del rilascio (o forse dovremmo dire fuga) di Asia Bibi; questo paese rimane ai primi posti in tutti gli ambiti della violenza anticristiana, mantenendo elevata anche la pressione nelle altre aere della vita quotidiana dei cristiani (la famigerata legge contro la blasfemia rimane tutt’oggi vigente).  

Spaventose le statistiche sulla violenza e gli abusi sessuali: 8.537 casi, a cui si dovrebbero sommare i matrimoni forzati (almeno 630), cifre che rappresentano solo la punta dell’iceberg poiché questo tipo di viscida persecuzione, usata spesso come arma per piegare la volontà, avviene spesso in ambienti domestici, per cui il sommerso è imponente. Open Doors negli ultimi anni sta potenziando la ricerca nel campo della violenza di genere, scoperchiando un universo di abusi sempre più sconvolgente (a fine febbraio 2020 seguirà un report ad hoc).

Salta all’occhio l’impennata di chiusure, attacchi e distruzioni di chiese ed edifici connessi (scuole, ospedali, ecc.): ben 9.488 (contro 1.847 dell’anno precedente), di cui oltre 5.500 nella sola Cina (dati da considerare molto conservativi): il numero di cristiani cinesi è cresciuto molto, al punto che si sostiene superino il numero dei membri del partito comunista. La Cina sale dal 27° al 23° posto, attuando tra le altre cose una sempre più stringente sorveglianza (anche tecnologica) sulle attività cristiane.

1 ogni 2,5 cristiani sperimenta un livello alto di persecuzione in Asia, perpetuando un’involuzione costante di questi anni (includendo il Medio Oriente). Appare chiaro ormai anche ai più scettici l’impoverimento in materia di diritti umani che l’India sta vivendo sotto la guida del Primo Ministro Modi: stabile al 10° posto della WWL 2020, il paese continua un processo di induizzazione (facendo leva su un nazionalismo religioso spinto dal partito BJP) che lascia sempre meno spazio alle altre fedi, in particolare al cristianesimo attraverso espulsioni e chiusure di ONG, missioni e attività sociali finanziate dall’estero, così come un clima di impunità per chi aggredisce e viola i diritti dei cristiani (sempre più aggressioni a chiese e cristiani). Ben 9 stati poi hanno leggi anti-conversione (per approfondimenti vedasi nostro approfondito dossier Impact India 2019).

Da anni sottolineiamo l’aumento della violenza anticristiana in Africa: Burkina Faso entra nella WWL direttamente al 28° posto, connesso alla destabilizzazione e radicalizzazione di tutta l’area del Sahel, in particolare in Nigeria (12°), Mauritania (24°), Mali (29°), Camerun (48°, altra new entry), Niger (50°) e Chad (58°). Peggiora la condizione dei cristiani in Nord Africa, con l’Algeria (che sale da 22° al 17°) a trainare e l’Egitto stabile al 16° (inquietante la realtà dei rapimenti delle ragazze cristiane copte).  

Ma ecco le dinamiche persecutorie principali rilevate dal nostro rapporto (analizzate nel dettaglio più sotto):

  1. Diffusione della militanza islamica violenta negli Stati deboli dell'Africa subsahariana
  2. Diffusione della militanza islamica violenta nell'Asia meridionale e sudorientale
  3. Aumento dell’influenza della criminalità organizzata in America Latina
  4. Rischio che la persecuzione diventi digitale: l'ascesa della sorveglianza di Stato
  5. Il cristianesimo continua a scomparire dall'Iraq e dalla Siria a causa di conflitti e instabilità
Dichiarazioni:
  •  “Continua a peggiorare la condizione dei cristiani nel mondo: 1 cristiano ogni 8 sperimenta un alto livello di persecuzione. Fuoriuscire dalle mere dichiarazioni per agire concretamente diventa un imperativo di governi e istituzioni o saremo ricordati per aver chiuso gli occhi di fronte alla più imponente persecuzione di massa mai sperimentata in questa terra” (Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors)  
  • “In Iraq dal 2003 ad oggi è sparito l’87% dei cristiani, mentre in Siria dal conflitto civile il 66%. E’ emergenza assoluta: il Risiko di interessi economici e geopolitici in Medio Oriente deve lasciare spazio alla causa dei cristiani perseguitati!” (Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors)
  • “Donne cristiane rapite e violentate con genitori o mariti costretti a sentire le grida al telefono: la brutalità del fenomeno degli abusi sessuali e dei matrimoni forzati è sconcertante. Ed è solo la punta di un iceberg che pian piano stiamo scoprendo. Se esiste sommerso in un paese come l’Italia, figuriamoci in paesi dove i cristiani sono considerati cittadini di serie B!”

Cristian Nani, direttore di Porte Aperte/Open Doors Italia

 

Fonte : Porte Aperte/Open Doors Italia

Articolo integrale: https://www.porteaperteitalia.org/risorse-press/

 

https://www.porteaperteitalia.org/persecuzione/